Il giovane vecchio

L'uomo in rivolta

Ho scritto un racconto, Selex™. Lo potete leggere su Glocul!, nella “rivista”.
 
Spero che vi permetta di aprire gli occhi su quello che sta succedendo nel nostro paese.
 
 
Per il resto sto leggendo il saggio di Albert Camus del 1951 L’uomo in rivolta, un’opera coraggiosa (gli causò la rottura con la filosovietica avanguardia letteraria francese) e avanti sui tempi, complessa e confusa che permette di fare molti punti della situazione intorno a concetti quali libertà, rivolta (per l’appunto), rivoluzione and so on.
 
 
A quanto ho capito il concetto attorno a cui ruota il saggio e sulla base del quale è condotta la disamina dei vari movimenti di rivolta (storici e letterario-filosofici) è che ogni rivolta che non parta da una rivolta esistenziale contro la morte (la “pena di morte generalizzata” gravante sul genere umano) e contro l’ingiustizia (la violenza e la sopraffazione dell’uomo da parte dell’uomo) è “inautentica” e conduce da una parte al terrorismo individuale e dall’altra al terrorismo di stato (entrambi deprecabili secondo l’autore, il secondo un po’ più del primo).
 
Ho trovato interessanti in particolar modo le riflessioni intorno alla libertà nell’opera di Sade e le pagine dedicate ai terroristi nichilisti russi (immortalati da Dostoevskij nei personaggi de I demoni, romanzo di cui ho intrapreso la lettura).
 
 
Nonostante non condivida l’umanesimo e la filantropia di Camus ritengo anch’io che il "memento mori" sia un punto di partenza fondamentale per ogni elevazione e per ogni moto di liberazione umani (con tutti gli ovvi limiti del caso), e che sul braciere della vita la fiamma che ci ricorda da dove veniamo e a cosa siamo destinati a tornare vada costantemente riattizzata.
 
Per questo motivo vi propongo una selezione di immagini dalle mie recenti navigazioni per siti gore, immagini che magari potete sorbire a piccole dosi (nella misura, ad esempio, di un set al giorno), anche considerando che a fine mese me ne vado per una settimana e non credo che aggiornerò il blog prima del mio ritorno.
 
 
Cominciamo con un caso particolarmente grottesco del già di per sé grottesco “angel lust” – patologia che potrebbe essere assunta a simbolo di una lotta della vita contro la morte portata fino all’estremo – in cui si ha a che fare con una erezione carbonizzata:
 
 
 
Un altro set di foto che mi ha intrigato è il seguente:
 
 
 
Non sono riuscito a reperire informazioni sulle circostanze del misfatto ma- oltre che per il loro carattere surreale: il finire decapitati in un gabinetto con cesso alla turca mi ricorda un po’ la storia dell’ombrello e della macchina da cucire – le immagini mi hanno incuriosito perché mi chiedo chi sia il fotografo, che indossa calzature poco professionali per essere un agente di polizia.
 
Passando al settore stragi vi propongo queste immagini relative a un caso di cronaca avvenuto nel continente nero (nello specifico si tratta di un incidente avvenuto in un villaggio del Congo mentre la popolazione cercava di raccogliere la benzina fuoriuscita da un’autocisterna) durante il periodo dei mondiali di calcio, la cui eco - che grida al mondo un Welcome to Africa di tutt’altra risma rispetto a quello propinatoci dall’industria dello spettacolo – è evidentemente rimasta soffocata dal rumore delle vuvuzelas:
 
 
 
Che poi da un punto di vista medico mi chiedo perché buona parte delle vittime abbia assunto nella morte una buffa posizione con i muscoli delle braccia e delle gambe contratti, quasi a volerci far dono di una parodia apocalittica del gioca jouer.
 
Rimanendo in tema furgoni la palma d’oro del gore va (come al solito) ai narcos, che rendono onore alla tradizione della “macelleria messicana” regalandoci camionette ben più inquietanti di quelle cantate dai poser della devianza made in Italy:
 
 
 
E sempre dal Messico proviene questa allucinante composizione, che non sfigurerebbe in una reclame del bitter Campari (magari firmata da un “artista controcorrente” alla Oliviero Toscani):
 
 
 
Tanto per ricordare ai beati incoscienti quanto sono insanguinate le fonti a cui abbeverano il proprio vizio.
 
In conclusione vi lascio questa immagine (la versione ad alta risoluzione si può reperire in questo thread saggiamente intitolato “migliaia di ragazzine morte”, con sottotitolo “ce ne sono molte in questa foto” ) che ho associato alla notizia della recente riforma del sistema scolastico in una sorta di “classe 1999”, con i maledetti giovan(issim)i rigidamente inquadrati e costretti a sfogare le proprie inquietudini in un confessionale di culture (e controculture e sottoculture) dagli scialbi paradigmi codificati dall’industria discografica (e relativo indotto):
 
 
 
Vi lascio come bonus questo filmato in cui un uomo vomita mentre viene decapitato con un coltello (con tanto di fiotto che esce dal collo reciso) e tra i numerosi film che ho visionato di recente segnalo L’humanité (film francese del 1999, link rapidshare e trama qui), Suicide club (film giapponese del 2002, link rapidshare qui) e Morte di un matematico napoletano (il film - che ripercorre gli ultimi giorni di vita di Renato Caccioppoli, nipote di Michail Bakunin, matematico, comunista dissidente, alcolista, eccentrico, morto suicida – è reperibile su rapidshare qui), tutti infarciti di tematiche più o meno camusiane.

Comments

  1. PAN23
    26-03-2011 18:44:52

    Interessanti quei racconti sul glocul. Sono tutti tuoi?

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