Il giovane vecchio

Aut aut

Con il passare del tempo la prospettiva (e la prassi) di mettere mente, braccia e pene al servizio di una società in cui non mi riconosco e di un’umanità da cui mi separa un divario comunicativo apparentemente insuperabile mi si presenta sempre più come una condanna dal carattere arimanico.
 
 
Devo inoltre registrare che in questo periodo la “personalità che diviene eterna quando sceglie se stessa” di cui parla Kierkegaard in Aut Aut – opera di cui ho intrapreso la lettura, assieme a una raccolta di poesie di Emilio Praga e a L’ombra dello scorpione di Stephen King - mi appare come un appiglio piuttosto fragile sotto l’incombenza di devastanti ossessioni.
 
 
A questo riguardo ho visto un documentario sul caso di cronaca del cannibale tedesco Armin Meiwes (la vicenda è riassunto in questo articolo, qui (presunti) screenshot estratti dal video con cui l’antropofago ha immortalato la macellazione della sua preda), di cui la cosa che maggiormente mi ha colpito è che i due tizi (la vittima consenziente e il carnefice) hanno vissuto vite “tranquille”/inquadrate più o meno fino ai quarant’anni di età e dopo un evento tragico/destabilizzante – la morte della madre per il carnefice, la rottura con la fidanzata di lunga data per la vittima – si sono lasciati andare a un rapido exploit di (probabilmente latenti) follia e depravazione – l’uno secondo gli stilemi della vita in provincia, costruendo ad esempio una camera delle torture segreta nell’enorme casa contadina in cui si era ritrovato a vivere da solo, l’altro secondo gli stilemi della vita metropolitana, cominciando a frequentare il mondo dei locali gay e sadomaso e della prostituzione maschile - che li ha condotti a compiere il gesto irreparabile (tra l’altro entrambi hanno mascherato benissimo i cambiamenti della propria condotta agli occhi delle persone che li circondavano, come si evince dalle interviste rilasciate dai vicini di casa dell’antropofago e dai colleghi di lavoro del suo pasto).
 
Il documentario è reperibile (in lingua inglese e su host rapidshare) qui (come al solito ne approfitto per segnalare un sito ricco di materiale interessante, unica pecca la lingua slava che non aiuta nella navigazione).
 
 
Un altro documentario che ho visto di recente è Orozco the embalmer, firmato dall’ex pornografo e fotografo giapponese (specializzato nella ripresa di cadaveri) Tsurisaki Kiyotaka (qui la sua pagina web), incentrato sull’amena figura di “Orozco”, un laconico imbalsamatore colombiano ripreso mentre eviscera e prepara per il funerale – in uno squallido locale dal tetto in lamiera - cadaveri di ambo i sessi e di ogni età. Vi lascio alcuni screenshot del documentario (che tra l’altro apre un’interessante spaccato sulla società – con alcuni accenni alla storia, l’anziano Orozco ha infatti vissuto il periodo de “La violencia” e ha nel curriculum un lavoro come ispettore di polizia - colombiana attraverso un punto di vista insolito):
 
 
C’è anche un “colpo di scena” finale:
 
 
Il documentario – reperibile in lingua spagnola con sottotitoli in inglese qui - mi ha lasciato con un profondo senso di tristezza nei confronti dei “casi della vita” e con un rafforzato senso di precarietà non soltanto nei riguardi dell’esistenza, ma anche della salute e della funzionalità del corpo umano.
 
 
Il gravare sulla vita di questa condanna “metafisica” – che si va a sommare alla non meno ineluttabile condanna “sociale” cui facevo cenno prima – mi ha fatto riflettere sulla “legittimità morale” del suicidio, modo in cui – con ogni probabilità e fatto salvo l’intercorrere di “incidenti” – prima o poi porrò termine ai miei giorni.
 
 
Suicidio a proposito del quale – oltre ad averne scoperto un’amena e allettante declinazione nella pratica di vita degli "Sokushinbutsu", monaci buddisti giapponesi che in passato raggiungevano la "liberazione" attraverso una tecnica di automummificazione - ho trovato un set di foto che mi ha colpito (per inciso mi ha fatto venire in mente il “giudice Morton” di Chi ha incastrato Roger Rabbit e la sua famigerata “salamoia&rdquo e che vi lascio come chiosa del post:
 

Comments

  1. Rimbaud
    31-01-2011 16:29:00

    http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=149657

  2. il tipo strano
    03-05-2011 21:14:24

    Ti ho trovato finalmente!!

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